Testi maestri
Come creare un trampolino verso il prossimo capitolo
Lo impariamo da "La trama lucente" di Annamaria Testa
Il più ponderoso libro di Annamaria Testa è dedicato alla creatività. Da tutti i punti di vista, tanto che a volte sembra dispersivo, e invece non è che un continuo unire i puntini costituendo, appunto, una “trama”. Sono quasi 500 pagine, una bella sfida in questi tempi di letture impazienti e frammentate. Eppure, appena hai finito un capitolo, ti viene subito voglia di abbordarne un altro. Come in un romanzo giallo o in una serie tv. Il merito è del “trampolino” che l’autrice costruisce per noi alla fine di ognuno dei 18 capitoli. Ecco quello che conclude il capitolo 4, dopo una rassegna degli studi sulla creatività intorno alla metà del secolo scorso:
Da qui in poi proviamo a mettere in ordine fatti, dati, evidenze che rispondono a queste domande. Ma per riuscirci bene dobbiamo partire con un’idea forte, sintetica ed esauriente di che cosa sia creatività.
Comunemente la si definisce identificandola con l’atto di produrre qualcosa di nuovo.
Però, lo ricorda Arthur Cropley, in una definizione di creatività moderna e fertile l’idea di nuovo è sì centrale, ma non sufficiente: la creatività riguarda il produrre idee, associazioni e concetti nuovi che siano anche originali e appropriati.
Cioè rilevanti, efficaci ed etici: difficile definire creativa l’invenzione di una nuova arma di distruzione di massa, anche se qualcuno che sia disposto a riconoscerle un valore economico magari c’è.
Per capirci qualcosa e orientarci in modo sicuro trovando un punto di partenza solido e autorevole dobbiamo fare un salto all’indietro fino ai primi del 900.
E fino in Francia.
E fino a incontrare un signore che, nelle foto dell’epoca, ci appare bardato di pizzetto, occhialini, farfallino, panciotto e catena dell’orologio da taschino in bella vista.
Fa il matematico.
Corrisponde poco allo stereotipo contemporaneo dell’individuo creativo.
Eppure con acume, nettezza e una profonda competenza ci dice, della creatività, due cose davvero illuminanti.
Tre microlezioni da portare a casa + -
1. Il trampolino narrativo: chiudi aprendo
Puoi trasformare la fine di un capitolo, di una sezione, da punto fermo in promessa. Puoi fare come Annamaria Testa: invece di riassumere, anticipare; invece di dove si è stati, dove si va. Basta disvelare il prossimo tema un gradino alla volta, senza svelarlo tutto, lasciando almeno un elemento in sospeso. Dove funziona meglio? Nei saggi, nelle sceneggiature dei podcast, nei discorsi.
2. Il disvelamento a strati, uno dopo l’altro
Il ritratto di Poincaré si costruisce per frammenti, ognuno in un capoverso isolato. Ogni frase, una tessera che va a posto. La suspence non appartiene solo ai romanzi gialli: anche in un testo espositivo, differire l’informazione un pezzetto alla volta tiene all’erta chi legge. Puoi farlo fino alla fine, dove l’attenzione rischia di scemare, perché i più si aspettano una conclusione rituale, dato che ormai le cose importanti sono state dette.
3. La definizione per gradi: prima quello che già sai
Si può subito definire qualcosa e poi aggiungere elementi a contorno. Oppure, anche qui, ci si può avvicinare per gradi. Cominciare dal terreno condiviso, da quello che già sappiamo. Ribaltare il luogo comune per precisare e concludere con un esempio, un’immagine che si imprime nella mente. La struttura è: definizione nota → avversativa → precisazione → esempio. È un altro modo per accompagnare chi legge, da pari a pari.
Vuoi approfondire? + -
Annamaria Testa è stata ed è una maestra per moltissime persone che si occupano di comunicazione, creatività, scrittura.
Ha scritto una quantità di libri belli, utili, con un punto di vista sempre originale.
Io credo di averli letti tutti e quasi sempre ne ho scritto sul mio blog:
Le vie del senso sono infinite
Ognuno di noi è una macchina da scrivere
Una trama lucente fatta di mille trame
Farsi capire, otto anni dopo
Il sito di Annamaria Testa si chiama Nuovo e utile, ed è una miniera inesauribile (non è un modo di dire).