Testi maestri
Come scrivere la velocità
Lo impariamo da "Il grande Boh" di Lorenzo Jovanotti
Uno che nasce come rapper con le parole ci sa fare. Oltre a un sacco di canzoni, Lorenzo ha scritto anche alcuni libri. Il grande Boh, da cui è tratto questo brano, racconta dei suoi viaggi in solitaria con la bici.
Solo nell’aria che accarezza la faccia e rinfresca i capelli bagnati sul collo le gambe girano regolarmente e i piedi sono fissati ai pedali. Gli animali abituati a scappare di fronte al rumore di un motore non mi sentono arrivare e li sorprendo nei loro atteggiamenti più naturali tipo svolazzare di merli o sbaciucchiarsi di gatti o lepri e fagiani che ti guardano e se ne vanno con comodo come galline che si ricordano ancora un po’ come si vola. E ogni tanto la salita diventa discesa e giù a sessantacinque all’ora a uovo come Pantani con le braccia ghiacciate e le ginocchia che urlano dopo aver spinto per sei sette chilometri a dodici gradi di inclinazione. È uno stato mentale, è un viaggio dentro di me questo tagliare l’aria con la sola forza delle gambe sottraendo ossigeno al cervello che comincia a saltellare di qua e di là e ora segue il disegno di una collina in lontananza ora scandisce i palettini dei catarifrangenti in una ritmica che è il simbolo stesso del movimento.
Tre microlezioni da portare a casa + -
1. La velocità non si spiega né si dichiara. Irrompe, si fa sentire.
Le sensazioni fisiche possono trascinare chi legge dentro l’esperienza cinetica, scatenare un dinamismo. Può essere un lampo di luce, un brivido di freddo, un… pizzicotto. Funziona quando scriviamo di viaggi, di sport, ma possiamo provare anche con il racconto di un evento aziendale.
2. La punteggiatura può essere acceleratore o freno
Prima di toccare le virgole, chiediti: a che velocità voglio che scorra questo pezzo? Una frase senza pause accelera, una frase spezzata rallenta e pesa. Il ritmo sintattico è il primo strumento che hai per fare sentire quello che stai raccontando. Come nel rap: non contano solo le parole, conta il beat.
3. La velocità è simultaneità, non sequenza
I pittori futuristi frammentavano la realtà in schegge simultanee: luce, rumore, movimento, tutto insieme. Jovanotti fa lo stesso: merli, gatti, fagiani, palettini. Dettagli minuscoli lanciati uno dopo l’altro senza gerarchia. Scrivi così anche tu quando vuoi rendere il ritmo incalzante.
Vuoi approfondire? + -
Il grande Boh ha quasi 30 anni, Feltrinelli lo ha ripubblicato da poco. Nonostante l’età adulta, il libro mantiene tutta la freschezza che mi incantò alla sua uscita. Una freschezza di sguardo che è anche linguistica: Lorenzo ha un suo stile originale pieno di ritmo che ritroviamo in un altro suo libro, Viva tutto, lungo epistolario con il filosofo Franco Bolelli.
Eccoci alla velocità, e al ruolo che vi gioca la punteggiatura. Sul tema trovate sul blog Il Mestiere di Scrivere veramente tanti post, molti dedicati a libri. Il più bello e utile è Questione di virgole di Leonardo Luccone.
Nel post La macchina sonora della sintassi trovi 5 consigli per scrivere con ritmo.
Probabilmente non lo sai, ma il mio primo sito sulla scrittura professionale lo misi online a gennaio 1999, una vita fa. Si chiamava Il Mestiere di Scrivere e c’è ancora, pieno di cose interessanti. Non ho mai avuto cuore di eliminarlo, il mio caro sito vintage. Tra le tante cose, c’è una mia dichiarazione d’amore per i poeti futuristi: Lezioni futuriste.