Testi maestri

Come resistere alla magniloquenza

Lo impariamo da www.unife.it

Presentare un’università è un esercizio difficile: bisogna comunicare storia, qualità, numeri, atmosfera, programmi didattici. Tutto insieme, non solo senza annoiare ma anche facendo cogliere in pochi tratti perché può valere la pena approfondire, e poi iscriversi.


Una città, un campus

Nel 1391, un secolo prima che Colombo scoprisse l’America, Ferrara aveva già la sua Università, con i corsi di Arti, Teologia e Giurisprudenza. Oggi, dopo oltre sei secoli, l’ateneo dove hanno studiato Copernico e Paracelso è l’unico campus al mondo racchiuso da oltre nove chilometri di mura rinascimentali.


Una straordinaria capacità di attrazione

Al loro interno ogni anno 28 mila studentesse e studenti si preparano alla vita e al lavoro, scoprono chi sono e cosa vogliono portare di sé nel mondo. Circa il 60% di loro viene da altre regioni italiane e una percentuale in costante crescita viene dall’estero. Una capacità di attrazione dovuta soprattutto all’altissimo livello di soddisfazione di chi ha passato qui anni così importanti per la propria formazione: nove laureati su dieci si dichiarano complessivamente soddisfatti della loro esperienza in Unife (rapporto Alma Laurea 2024 sull’anno 2023). Anche per questo la maggioranza si laurea in tempo: il 73,1 % in corso, contro una media nazionale del 61,5%.

Ferrara è una città fatta per il tempo dello studio. Si percorre in bicicletta da un lato all’altro in pochi minuti, in un centro storico talmente bello, intatto e compatto da essere stato scelto dall’Unesco tra i siti patrimonio dell’umanità.

Tre microlezioni da portare a casa + -

Àncora le date a qualcosa di noto
Una data da sola è difficile da ricordare. Ricordiamo con molta più facilità gli eventi importanti nella storia dell’umanità o nella nostra vita. Quando devi comunicare un dato storico, cercagli un aggancio: un evento, un nome, un fatto che il lettore già conosce a marcare distanze e vicinanze.

I nomi propri sono potenti
Invece di categorie di persone, indichiamo persone precise, meglio se con nome e cognome. Vale anche per i luoghi, i prodotti, i clienti. Il nome proprio è concreto, verificabile, memorabile. L’aggettivo generico (“illustri scienziati”) occupa spazio nella pagina, non nel teatro mentale di chi legge. Il titolo del convegno, non “l’iniziativa”. Il nome della polizza assicurativa, non “il prodotto”.

Traduci il grande in piccolo
Nove chilometri di mura rinascimentali: grandezza storica. Pochi minuti in bicicletta: vita quotidiana. Il movimento dal grande al piccolo rende vicino e abitabile anche ciò che sembra monumentale. In un “Chi siamo”, in una presentazione aziendale, trova il dettaglio che le persone possono immaginare o in cui si possono riconoscere.

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