Testi maestri

Come parlare di sé attraverso le cose

Lo impariamo da "Le piccole virtù" di Natalia Ginzburg

Questa raccolta di memorie è del 1962. Il Testo Maestro è l’incipit de Le scarpe rotte.


Io ho le scarpe rotte e l’amica con la quale vivo in questo momento ha le scarpe rotte anche lei. Stando insieme parliamo spesso di scarpe. Se le parlo del tempo in cui sarò una vecchia scrittrice famosa, lei subito mi chiede: “Che scarpe avrai?” Allora le dico che avrò delle scarpe di camoscio verde con una gran fibbia d’oro da un lato.

Io appartengo a una famiglia dove tutti hanno scarpe solide e sane. Mia madre anzi ha dovuto far fare un armadietto apposta per tenerci le scarpe tante paia ne aveva. Quando torno fra loro levano alte grida di sdegno e di dolore alla vista delle mie scarpe. Ma io so che anche con le scarpe rotte si può vivere. Nel periodo tedesco ero sola qui a Roma e non avevo che un solo paio di scarpe. Se le avessi date al calzolaio avrei dovuto stare due o tre giorni a letto, e questo non mi era possibile così continuai a portarle, e per giunta pioveva, le sentivo sfasciarsi lentamente, farsi molli e informi, e sentivo il freddo del selciato sotto le piante dei piedi. È per questo che anche ora ho sempre le scarpe rotte, perché mi ricordo di quelle e non mi sembrano poi tanto rotte al confronto, e se ho del denaro preferisco spenderlo altrimenti, perché le scarpe non mi appaiono più come qualcosa di molto essenziale.

Tre microlezioni da portare a casa + -

Lascia parlare le cose, non gli aggettivi vaghi
Soprattutto nel marketing, gli aggettivi spesso si limitano a dichiarare, quando non aggiungono solo enfasi. Le cose dimostrano e fanno vedere. Pensaci quando ti racconti o scrivi il “Chi siamo” della tua azienda o del tuo hotel. Può essere il basement dove avete iniziato, il primo prototipo costruito di notte, una foto d’epoca.

Il dettaglio originale che sta per il tutto
I dettagli parlano e si fanno ricordare. Che sia una proposta commerciale o un post su Instagram, isola e ingrandisci quel particolare che è solo del tuo prodotto o servizio. Non deve essere un tratto essenziale, può essere anche un piccolo segno di cura e sollecitudine.

Accenna, non descrivere tutto
Fidati di chi legge: il non detto non è assenza o vuoto. È spazio in cui può entrare l’immaginazione.
Nel business writing la tentazione è opposta: spiegare, premettere, contestualizzare. Spesso funziona ed è utile, ma non farti prendere la mano. Di fronte a una circostanziata promessa, prova se un cenno leggero può mettere in moto il pensiero e lasciare spazio alle informazioni e alle idee più importanti.