Testi maestri

Come schizzare un carattere in poche battute

Lo impariamo da un brano di "Stalingrado" di Vasilij Grossman

In piena notte, in una Stalingrado in guerra contro i nazisti, sotto il coprifuoco, qualcuno bussa a casa Šapošnikov: è Novikov, un ufficiale dell’Armata Rossa spasimante di Ženja, la figlia minore della famiglia, che si alza per andare a riceverlo. Nella stanza ci sono anche sua madre, sua sorella e Sof’ja Osipovna, chirurga amica di famiglia. In poche righe parlano tre donne, ma alla fine è solo una a emergere, come un cammeo.


Le ci volle qualche secondo in tutto per infilarsi scarpe e vestito, mentre i suoi gesti si fecero improvvisamente lenti quando prese il rossetto, strizzò gli occhi e se lo mise.

«Sei pazza», le disse stizzita la madre. «Di là ti aspettano e tu perdi tempo a truccarti in piena notte».

«Tanto più che non se l’è nemmeno lavata, quella faccia da sonno, e ha i capelli da strega…» aggiunse Mar’ja Nikolaevna.

«State tranquille», disse Sof’ja Osipovna. «Sporca o pulita, con o senza la faccia da sonno, la nostra Ženja sa perfettamente di essere una strega, giovane e bellissima».

A lei, zitella canuta di cinquantotto anni, probabilmente non era mai capitato di prepararsi col batticuore per una visita inaspettata.

In teoria, quella donna mascolina che lavorava come un mulo, che era stata in mezzo mondo al seguito di esplorazioni geografiche, che non disdegnava il turpiloquio e leggeva matematici, poeti e filosofi, avrebbe dovuto guardare la bella Ženja con sufficienza e disdegno, e non con affettuosa ammirazione o un’invidia buffa e commovente, come invece faceva.

Tre microlezioni da portare a casa + -

1. Cerca l’elemento che non torna
Grossman ritrae Sof’ja con pochi tratti, di cui uno che appare eccentrico, divergente. Ma il finale poggia proprio su quello. Quando devi presentare qualcuno, parlando o per iscritto − una collega, un fornitore, una persona candidata, o te stessa in una bio − l’istinto è allineare i tratti perché diano un’immagine coerente. Il risultato è quasi sempre un’immagine piatta, banale, di cui chi legge o ascolta non ricorda niente. Prova invece a cercare l’elemento che stona, purché contribuisca ad arricchire il ritratto, non un dettaglio semplicemente curioso.

2. Per il tono di voce, vai oltre il lessico
«Faccia da sonno» e «strega» tornano a due righe di distanza: prima sono un rimprovero, poi un complimento. Le parole sono le stesse, a spostare tutto è la persona che le pronuncia e sono le altre parole intorno. Chi lavora sul tono di voce di un’organizzazione si ferma quasi sempre al lessico: le parole da usare, quelle da evitare. Ma un elenco di parole non fa un tono. Prova a rileggere un testo della tua organizzazione chiedendoti non solo quali parole usa, ma di chi sono, in quale ordine arrivano e soprattutto con quali parole vicine reagiscono.

3. Avvisa, quando l’attesa deve reggere
«In teoria» è un annuncio: dice a chi legge che le prossime righe probabilmente verranno smentite. Avverte di continuare a leggere sul filo della tensione. Non è affatto una regola generale, anzi: un capovolgimento annunciato in anticipo guasta la sorpresa, e a volte la sorpresa è tutto. È una scelta: se il ribaltamento arriva subito, non annunciarlo; se invece bisogna attraversare un tratto lungo (ma necessario) prima di arrivarci, piazza l’avviso all’inizio, così non perdi nessuno per strada.

Vuoi approfondire? + -

Prima di tutto, il riferimento del brano: Stalingrado, parte prima, capitolo 19. Adelphi, traduzione di Claudia Zonghetti.

Una grande ritrattista in pochi tratti è anche Natalia Ginzburg: leggi sul blog I quattro aggettivi di Natalia.

In L’eloquentissimo potere del non detto ho recensito un gran bel libro che rivela cosa diciamo attraverso ciò che decidiamo di non dire.

Ma come si costruisce un tono di voce? Il racconto di come Cristina Lavazza e io abbiamo aiutato una destinazione turistica a costruirne uno: Un tono di voce dalle radici profonde.
Inoltre puoi leggere un classico, Testi che parlano, di Valentina Falcinelli e seguire la regina italiana del tono di voce sui suoi social, soprattutto Substack e Linkedin.

In inglese, puoi seguire il copywriter e brand designer Nick Parker, che mi ha ispirato il post Tra chiarezza e sorpresa, lo spazio di un’immagine.