Testi maestri

Come aprire un discorso disegnando una mappa

Lo impariamo da “Lezioni americane” di Italo Calvino

Nel 1985 Italo Calvino stava preparando sei conferenze per l’Università di Harvard, le Norton Lectures. Morì a settembre, prima di partire, e le lezioni furono pubblicate nel 1988 con il titolo Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio. Ne aveva scritte cinque: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità. Della sesta abbiamo solo il titolo: Consistency.

Questo Testo Maestro apre la prima, dedicata alla leggerezza. In poche righe Calvino dichiara la sua posizione, si presenta e traccia la rotta di un viaggio che solca secoli di letteratura.


Dedicherò la prima conferenza all’opposizione leggerezza-peso, e sosterrò le ragioni della leggerezza. Questo non vuol dire che io consideri le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d’aver più cose da dire.

Dopo quarant’anni che scrivo fiction, dopo aver esplorato varie strade e compiuto esperimenti diversi, è venuta l’ora che io cerchi una definizione complessiva per il mio lavoro; proporrei questa: la mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio.

In questa conferenza cercherò di spiegare – a me stesso e a voi – perché sono stato portato a considerare la leggerezza un valore anziché un difetto; quali sono gli esempi tra le opere del passato in cui riconosco il mio ideale di leggerezza; come situo questo valore nel presente e come lo proietto nel futuro.

Tre microlezioni da portare a casa + -

1. A un contenuto ricco, dai una struttura semplice
Se annunci la struttura, poi puoi divagare senza perdere chi ti segue. Prova con qualsiasi testo che contiene molti materiali, molti spunti: una relazione piena di dati, una lezione con molti esempi, una riunione con più temi.

2. Dai alle tue posizioni una forma gentile
Il tono di voce non è una qualità del contenuto, ma scaturisce da tutte le tue scelte testuali, anche le più minute. Soprattutto, lo puoi modulare. Puoi sostenere una tesi netta senza alzare la voce, avanzare una proposta senza imporla, dare un parere scomodo senza offendere. Pensa ai condizionali garbati, alle “esplorazioni” e alle “strade” di Calvino.

3. Nutri l’autorevolezza senza paroloni
Aggettivi come “esperto”, “affermato”, “leader” chiedono a chi legge di fidarsi sulla parola. E infatti, in genere, chi legge non si fida. Puoi applicare lo “show, don’t tell” anche a te stesso, al tuo gruppo di lavoro, alla tua azienda. Insieme a fatti concreti, numeri veri e onesti, una certa dose di understatement non guasta, anzi ti può far fare bella figura. Ricordalo quando scrivi la tua biografia professionale, la pagina “chi siamo” di un sito, l’apertura di un intervento, una caption di Instagram.

Vuoi approfondire? + -

Sulle Lezioni americane scrissi uno dei miei primi pezzi online, sul “sito vintage” Il Mestiere di Scrivere: A lezione da Calvino (anno 2000!). Sono strafelice di averlo conservato, questo pezzo di internet della prima ora, così da poterlo oggi condividere con te.

Nuovo millennio, nuovo blog, sempre su Calvino: Poesie mandate a memoria e nuvole di fumo.

Oltre a scrivere i propri, come editor della casa editrice Einaudi Calvino si è occupato molto dei libri degli altri: quarte di copertina, note introduttive, carteggi con gli autori sono raccolti nel Libro dei risvolti. Il massimo significato nel minimo di parole.

Sull’anticipare la mappa, lo psicologo del linguaggio Steven Pinker ha le sue idee: Steven Pinker e i segnali stradali.

Si può essere normativi e gentili, fermi e accoglienti. Lo racconto in questo post, dedicato alla scrittura dei regolamenti degli atenei: Inflessibilmente accoglienti.

Come e perché i paroloni vanno evitati: Le parole fumose del business.